Giuliana Tammaro
30 May 2009 at 9:57 · Filed under Venezia
si rinnova l’appuntamento con Automatic Books di cui avevamo già parlato qui; il titolo della terza edizione è Gabber, in the Name of Love.
“Automatic Books will introduce Gabber, in the Name of Love,
a book by Temp studio and Albergo Guerrini, an agiography
about Gabbers’ subculture; in a limited xeroxgraphic
numbered edition of 100, including pictures, text and artworks
by the artists.”
L’incontro di presentazione di questa nuova pubblicazione in serie limitata sarà sabato 7 giugno alle 19:00, SS Cosma e Damiano, Giudecca 620, ovviamente Venezia.
Giuliana Tammaro
29 May 2009 at 16:08 · Filed under Web design
Olly ha solo 21 anni ma ha alle spalle un bel po’ di lavoro di ottima qualità… tra design ed illustrazione, mi dà la piacevole senzazione di uno che si diverta a fare quello che fa…
Vi ricordate di quello che abbiamo scritto a proposito del corso di Illuminotecnica? Bene, per il ciclo di conferenze che sta per partire, domani avrà luogo la prima, ospitata dalla Fondazione Buziol, con una lecture di Steven HellerThe design enterpreneur: turning graphic design into goods that sell – cosa? Non conoscete Steven Heller? Molto male, leggete tutto qui e qui.
La conferenza è obbligatoria per chiunque stia “seguendo” il corso di Illuminotecnica.
Spero sia tutto chiaro, se qualcosa non è chiaro, venite alla conferenza, qualcuno salverà la situation.
– Steven Heller e Lita Talarico The design enterpreneur: turning graphic design into goods that sell
Fondazione Claudio Buziol, Strada Nuova, vicino Campo SS. Apostoli, Venezia Martedì 26 maggio ore 19.30
benedetta crippa
19 May 2009 at 19:16 · Filed under Concorsi, Web design
Questo è il post lungo e cattivo della settimana. Abbiate pazienza, sono logorroica, stampatelo e leggetelo prima di andare a dormire, non so.
Intanto ne approfitto per inaugurare una nuova rubrica, dal titolo Qualcosa mi sfugge.
Noi di weme, ma senza tirare in ballo altra gente, io, amiamo i concorsi. Pubblichiamo i concorsi, pubblicizziamo i concorsi, invitiamo a partecipare ai concorsi, per l’ovvio motivo che mettersi in gioco è una delle componenti fondamentali del nostro lavoro.
Praticamente cosa sta succedendo ultimamente ma non solo ultimamente, l’Italia comincia a brulicare di studenti di design, ogni anno a milano provano a superare il test più o meno 5000 studenti solo in design della moda, in tivù si comincia a sentire la parola design (perlopiù usata nel senso sbagliato), il design, inteso in un modo o nell’altro, è nell’aria. E naturalmente, si pensa che “noi studenti di design” non aspettiamo altro che essere messi alla prova.
Nelle ultime settimane mi capita sotto gli occhi un concorso curioso, ed ecco – lo dico qui, tra me e voi – per la prima volta sono felice di scrivere di un concorso non per incitarvi a partecipare, ma per invitarvi a riflettere prima di partecipare (diciamo così).
Il concorso in questione è questo, dedicato agli studenti europei, che chiede la progettazione del nuovo logo per i prodotti biologici, e che ci trasporta in pensieri felici dicendo:
“Immagina di essere al supermercato a fare la spesa. Stai cercando un prodotto biologico particolare che completi l’ottima cena nutriente di stasera. Stai controllando l’etichetta del latte fresco biologico, del pane o della frutta fresca profumata e pensi: Questo logo biologico è proprio originale e intelligente.”
Wow, già ho fame.
E continua dicendo: “Nel Luglio 2010, in tutta l’Unione Europea sarà introdotto un nuovo logo UE per i prodotti biologici. [...] l’uso del nuovo logo sarà obbligatorio per tutti i prodotti biologici pre-confezionati che provengono dai 27 Stati Membri.”
Insomma, mica pizzi e fichi, come mi piace dire ultimamente, giusto? 27 stati membri…un discreto numero di prodotti biologici moltiplicato per questo numero…più o meno quante scatole con applicato il logo vengono fuori? Aggiungiamo che nella giuria c’è anche Erik Spiekermann, e la pizza e i fichi si allontanano sempre più.
Riflettuto su ciò, andiamo avanti: “Il pubblico Europeo tramite un’entusiasmante votazione on-line, sceglierà il suo logo preferito, che potrebbe comparire su milioni di futuri prodotti biologici UE!”
Una entusiasmante votazione on-line! E chi se la perde? Ok, ci sta, ormai tutti fanno votazioni per tutto e si sa che il design è considerata una robina che si può decidere tramite il televoto, e andiamo alla conclusione: “Ai vincitori saranno rispettivamente assegnati dei premi del valore di: * Primo classificato 6.000 euro
* Secondo classificato 3.500 euro
* Terzo classificato 2.500 euro”
Come? Ho letto bene? Riproviamo:
“Ai vincitori saranno rispettivamente assegnati dei premi del valore di: * Primo classificato 6.000 euro”
- e non sto a citare le condizioni di cessione dei diritti del marchio, che definire totali è riduttivo.
Come? Cosa? 6000 euro per…cosa? Ah, si: per un marchio che andrà applicato per x anni a x scatole di x prodotti biologici (in crescita nel lungo periodo e anche nel breve) provenienti da x paesi membri.
Moltiplicate il numero ideale di x e otterrete il numero di centesimi di euro che dovrebbero essere utilizzati per pagare questo marchio, e questo numero, a occhio e croce, è una ventina di volte superiore al premio per il primo classificato.
Mi piacerebbe fare un giro per gli studi professionali sparsi per l’Europa e domandare quanto avrebbero fatto pagare un marchio di questa diffusione e potenzialità.
Ma cosa dico? Perchè mai? Ma ci sono gli studenti per farlo! Perchè mai chiedere ad uno studio professionale di realizzare un marchio del genere, pagandolo a peso d’oro, quando ci sono studenti che lo fanno praticamente gratis e Internet, che permette di fare una comoda, indolore e low-cost votazione online?
Quanto siamo stanchi di vedere concorsi che si nascondono dietro il perbenismo delle scelte democratiche e del diamo-la-possibilità-a-tutti-di semplicemente per evitare di pagare in maniera degna il servizio che chiedono?
Vogliamo dire che probabilmente ogni singolo membro della giuria è pagato più di quanto viene dato al vincitore? (supposizione mia eh, liberamente smentibile).
Vogliamo dire che…ma basta, son stanca, mi dicono dalla regia che è sempre stato così, che i concorsi nascono per questo, e allora cosa parlo a fare? Non lo so.
Forse spero di convincere qualcuno di voi – che dico, anche solo uno – a riflettere su questi meccanismi che sminuiscono la nostra categoria di studenti (considerata alla stregua di gruppo di rompicoglioni che leva le sedie a chi il lavoro lo sa fare meglio) e il design stesso, e a non stare al gioco.
Se ancora avete voglia di partecipare, i link li trovate sparsi nell’articolo. Se vi va bene poi, avrete meno concorrenti. In bocca al lupo.
p.s. volevo parlare anche del banner indegno, ma nella vita ci sono delle priorità.
piera girardi
19 May 2009 at 13:11 · Filed under Concorsi
Luca Coppola_Brand Child
Silvio Lorusso_Bombreast
Pubblicati i risultati del concorso internazionale “GOOD 50×70″, è con mio grande piacere che segnalo due dei progetti selezionati, realizzati da due studenti del Corso di Laure Specialistica in Comunicazioni Visive e Multimediali dello IUAV, pertanto nostri compagni di corso: Luca Coppola e Silvio Lorusso.
Luca con il suo poster ha concorso nella sezione “Child Labour”. Silvio invece ha partecipato alla sezione “Women rights violation”. Entrambi, a mio parere, hanno meritato di essere selezionati con la loro creazione. Si sono fatti chiari comunicatori e hanno utilizzato, ognuno con la propria sensibilità espressiva, un linguaggio diretto e senza mezzi toni, pur nella finezza dei messaggi trasmessi.
Pertanto un grande complimento a Luca e a Silvio e un in bocca al lupo per la mostra itinerante ch verrà fatta con tutti i lavori selezionati.
Giuliana Tammaro
18 May 2009 at 16:31 · Filed under Web design
essendo studentessa del clasVEM ho avuto l’opportunità di frequentare il corso del prof. Wolfgang Scheppe e di imparare molte cose riguardo all’uso e alla produzione delle immagini nella nostra società…
per l’esercitazione sul tema Fictionalization ed in particolare sugli Pseudo Events, avevo fatto una raccolta di tutte le immagini che, fin da quando sono piccola, nella mia famiglia vengono scattate ad ogni compleanno: foto di gruppo+torta+amici+tanti sorrisi…
per capirci ecco cosa sono in brevissimo gli P.E.: La forma dello pseudo-evento è la tautologia: è un evento che non ha altro scopo se non quello di essere pubblico, di essere mediatizzato. Un evento è considerato reale solo se passa attraverso i media, altrimenti non esiste.
Questa era la premessa per raccontare che oggi mi sono imbattuta nel blog Awkward Family Photos che, in modo divertente ed ironico, raccoglie tutte le foto di famiglia, vacanze, matrimoni, bambini, etc. a patto che chi le invia le reputi imbarazzanti al punto giusto…
una galleria di pseudo-events a tutti gli effetti insomma!
benedetta crippa
14 May 2009 at 9:05 · Filed under Venezia
Stasera alla Fondazione Querini Stampalia, Venezia, ci sarà la presentazione del terzo numero di Venice is not sinking, a.k.a Vins, rivista ideata e curata da Studio Camuffo che si dichiara “Rivista per Venezia, la racconta nei suoi aspetti più interessanti e curiosi, indispensabili perchè la città continui a vivere e si pone contro l’idea che Venezia stia affondando.”
Vins è completamente disegnata a mano e questa volta anche da una firma d’eccezione, l’illustratore Guido Scarabottolo già ospite la scorsa estate alla Fondazione Buziol, autore di tutte le illustrazioni della rivista, ed infatti nella stessa serata si inaugura anche la mostra personale dell’illustratore “Undici disegni a caso e una storia”, aperta fino al 20 maggio.
– Venice is not sinking, presentazione del terzo numero,
e inaugurazione della mostra personale di Guido Scarabottolo
Fondazione Querini Stampalia, Venezia Giovedì 14 maggio ore 18
Approfitto del post per scusarmi con tutti coloro che mi hanno inviato segnalazioni negli ultimi giorni, ho un sacco di post arretrati da fare e niente tempo, scusate, lì inserirò appena riesco! :)
Giuliana Tammaro
12 May 2009 at 15:09 · Filed under Uncategorized
La galleria Spazio Paraggi, nato come luogo no-profit dedicato alla fotografia aperto a progetti vari ed interessanti, ospita nell’anno 2009, dopo My World, una seconda mostra d’arte collettiva; si tratta di Second Skin a cura di Valeria Dehò… interessanti gli artisti ospitati… non ci resta che andare a vedere l‘inaugurazione il 16 maggio alle ore 18:30!
Opere di: Adriano Persiani
Aldo Tagliaferro
Cecilia Paredes
Christine Gallmetzer
Daniele Buetti
David LaChapelle
Franko B
Karin Andersen
Miwa Yanagi
Nicole Tran Ba Vang
Orlan
Pietruccia Bassu
Robert Gligorov
Sandy Skoglund
Urs Luthi
Vanessa Beecroft
Yasumasa Morimura
Yumi Karasumaru
Mostra organizzata da: TRA
Mostra a cura di: Valerio Dehò
dal 16/05/2009 al 27/06/2009
presso Spazio Paraggi
Via Pescatori 23 – Treviso
Orari di apertura:
dal mercoledì al sabato, dalle ore 16.30 alle 20.00
INGRESSO LIBERO
INAUGURAZIONE sabato 16 maggio alle 18.30 presso Spazio Paraggi di Treviso
piera girardi
11 May 2009 at 19:09 · Filed under Venezia
Stasera, ore 20:30 incontro allo Squero per un giro con macchina fotografica al seguito insieme al fotografo svizzero Raphael Hefti.
Durante la passeggiata il fotografo, il quale sta tenenedo un workshop di fotografia agli studenti del Laboratorio di Immagine coordinata tenuto dagli Abake e da Alex Rich, metterà in atto una delle sue sperimentazioni fotografiche. Per sapere quale dovete solo partecipare.