Giuliana Tammaro
30 December 2008 at 15:45 · Filed under Video & filmmaking
di recente sono stata al cinema a vedere il film del regista Danny Boyle che penso i più conoscano come regista di Trainspotting.
The Millionaire, questo il titolo italiano per il film , prometteva bene già dal trailer ma a vederlo sono stata felice di aver dato al cinema quei 7 euro.
la storia è semplice nella concezione quanto ben realizzata e per niente banale.
Jamal Malik, ragazzo nato e cresciuto in ambienti poveri, violenti e degradati dell’India odierna si racconta rispondendo alle 20 domande che, nel programma televisivo che dà il titolo all’intero lungometraggio, lo separano dal montepremi di 20 milioni di rupie e dall’amore di tutta la sua vita, Latika.
con il pretesto di seguire la vita del protagonista e di tutti i personaggi che gli ruotano intorno, veniamo così trasportati nel percorso di vita dura e a volte terribile, in una società com’è quella indiana contemporanea e ancora in via di sviluppo.
e mentre le nazioni benestanti dettano le tendenze e alimentano desideri di ricchezza facile nella collettività, il sogno di riscatto dalla povertà cresce trasformandosi in delinquenza, e portandoci a riflettere sul valore della vita.
perchè quello che questo film spesso ci fa domandare a noi stessi è: quanto vale un essere vivente? e perchè?
bambini costretti a vivere nell’immondizia, a subire l’orrore delle guerre degli adulti, bambini che crescono con il desiderio di fare soldi, ingannando e rubando fino a che non vengono loro stessi ‘rubati’, rapiti e trasformati in macchine per fare elemosina e poi…
il diverso percorso di 3 orfani, di come le vie che si prendono possano essere diverse in base alla forza di volontà, ma sempre parallele in un intreccio continuo di incontri, 3 aspetti della realtà, della vita, incarnati da i 3 personaggi principali, Jamal, Latika e Salim.
io consiglio vivamente questo film, perchè fa davvero riflettere e dà diversi spunti per provare a pensare di più alle cose che spesso diamo per scontate.
inoltre vanta una colonna sonora incredibile a cura di AR Rahman, sonorità indiane mixate alle tendenze pop esportate dai paesi benestanti…
insomma, cosa può nascere dalla corsa allo sviluppo di un paese fino all’altroieri povero e considerato terzo mondo?
andate qui per averne un assaggio e di seguito il trailer ufficiale italiano
Davide Homitsu Riboli
29 December 2008 at 16:31 · Filed under Uncategorized
Anche quest’anno il Laboratorio di Arte e Multimedia Claves si è concluso ed io ho appena finito di pubblicare tutti i lavori migliori.
Non la sto a fare troppo lunga, visto che questo è il blog del Clasvem: la segnalazione è dovuta al fatto che insegno in entrambi i corsi e che spesso le nuove leve Clasvem provengono dal Claves.
benedetta crippa
28 December 2008 at 19:29 · Filed under Venezia
Dall’anno nuovo tutti si aspettano qualcosa di…nuovo appunto, quindi colgo l’occasione per inaugurare una nuova rubrica dal titolo *Orrore e Raccapriccio* nella quale avrò il piacere di segnalare alcune delle peggiori brutture di quelli che vengono spacciati per design e comunicazione visiva quotidiani che mi capiterà di incontrare per la strada.
Che dire? Complimentoni all’azienda, al cliente, al grafico (grafico? io spero sia stato il nipote del capo a partorire questo obbrobrio, almeno è parzialmente giustificato), al quale per l’anno nuovo auguriamo con affetto di mettersi a fare un altro mestiere.
benedetta crippa
17 December 2008 at 11:09 · Filed under Venezia
IUAV FDA – Festa di Natale 2008
Giovedì 18 dicembre ore 18.00-24.00
Sede delle Terese (Venezia)
in occasione della festa verranno esposti i lavori dei laboratori del trimestre.
piera girardi
7 December 2008 at 16:04 · Filed under Uncategorized
“Loghi d’Italia – storie dell’arte di eccellere” Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo
Roma 2008
Ecco una mostra che si propone di raccontare il mondo delle imprese italiane tramite le loro scelte comunicative. Un tentativo di ricordare come l’identità di un’azienda possa essere rappresentata da scelte culturali che si identificano nella sua comunicazione visiva.
Può una mostra aiutare a legittimare il lavoro del graphic designer?