Archive for November, 2007
Giorgio Camuffo
30 November 2007 at 13:43 · Filed under Uncategorized

Non sono un benpensante, sono un grafico.
Sono stato da più parti sollecitato (sia dentro sia fuori l’università) a esprimere un’opinione sul progetto del nuovo marchio del Partito Democratico. Non nego che la prima tentazione è stata quella di non accettare la sfida. Ma che cosa importa? Ancora un’altra polemica, in fondo perché un marchio di un partito deve essere diverso la quello di un detersivo, ho tante cose da fare, non credo più a niente, non è elegante che un professore entri in una bagarre dove è coinvolto un ex studente.
Ma non è così.
Questo non è solo un marchio è uno specchio, un’occasione unica per gli studenti per discutere non solo di grafica ma di un mondo e di un modo di affrontare il lavoro con cui dovranno relazionarsi.
Per questo ho scelto weme per dire la mia opinione piuttosto che altri luoghi, perché mi interessa discutere prima di tutto con gli studenti. Mi piacerebbe avere la loro opinione, vorrei sapere che cosa ne pensano – non tanto del marchio in sé ma di alcune questioni più ampie che voglio provare a sollecitare.
Preciso che il mio intervento non è contro l’autore del marchio, né a difesa di un corso di laurea. Mi piacerebbe che questo intervento fosse letto come quello di una persona che difende la qualità e l’originalità del nostro mestiere e crede che i giovani siano la vera risorsa su cui investire e non da sfruttare o da buttare allo sbaraglio.
Accetto di intervenire perché credo che la critica anche se apparentemente dura, purché fatta in buona fede, sia un elemento importante per la crescita in generale e nel nostro settore.
Non è tanto una polemica, ma un discorso molto più ampio. Provate a rispondere a queste domande:
- Come funziona il mercato del lavoro?
- Che rapporto c’è tra il mondo delle agenzie e il mondo della grafica?
- Perché il Partito Democratico ha scelto un’agenzia legata al mondo delle aziende?
- Perché l’agenzia ha scelto un giovane grafico fresco di laurea?
- In che modo affrontano il lavoro gli studenti usciti dal clasVEM?
- Che formazione (noi docenti) diamo agli studenti?
- Quale sarà il futuro del nostro mestiere?
Come ho detto, se guardiamo con attenzione il nuovo marchio del PD, ci accorgiamo che non è solo un marchio ma è molto di più. È uno specchio che riflette la situazione italiana. Ci racconta com’è la politica, come sono i nostri dirigenti, come funziona la cultura, e purtroppo ci dice anche come viene visto il mestiere del grafico.
Il marchio non dice nulla, non distingue, non crea appartenenza, è perfetto in un momento politico ondivago dove un candidato può andare da destra a sinistra passando per il centro. Per fare questo il marchio del PD è perfettamente azzeccato.
Senza fare retorica. Vi ricordate la vecchia falce e martello, lo scudo crociato, il sole che sorge, tutti ricordano la fiamma – brutta politicamente ma chiarissima nell’esprimere l’ardore fascista –… ebbene non si usano più. Troppo segnaletici, troppo chiari, troppo precisi.
Sono sicuro che Veltroni aveva bisogno di un marchio più “normale”, non importa che possa essere criticato; il marchio doveva essere un grande “ombrello”, buono per riparare (raccogliere) tutti. Un biscottone gigante.
Mi immagino il brief che Veltroni ha comunicato a Realacci, che Realacci ha comunicato a InArea e che InArea ha comunicato al povero ex studente fresco di laurea (IUAV): «Voglio un marchio democratico, patriottico rosso e verde, italico e moderno, di ispirazione americana vicino al mondo imprenditoriale un marchio del futuro…»
Leggo in un blog quel che dice il PD: «È il simbolo di un grande partito che guarda al futuro e vuole bene all’Italia. Il partito del patriottismo dolce. Noi saremo così».
Io non riesco a capire come saremo.
Questo governo e i partiti che lo sostengono, o la politica in genere, stanno collezionando una serie di “errori” – prima il marchio Italia voluto da Rutelli, poi, sempre voluta da Rutelli, la commissione dei saggi sul design, e infine questo PD: tre casi brutti ma, soprattutto, insignificanti senza nessuna anima, senza idee… senza progetto!
Ancora una volta, dunque, il problema è a monte, parte da chi ha voluto questo marchio. Purtroppo nel nostro paese scegliere è diventato difficile, non c’è coraggio, non c’è la capacità di assumersi le responsabilità e forse manca semplicemente un po’ di buon gusto.
Sempre più spesso ci accorgiamo che chi ha il potere non ha la cultura, non solo la cultura visiva, per fare un progetto, ma la cultura in quanto tale.
Trovo questo panorama veramente allarmante, questo in fondo è uno dei grandi problemi della nostra classe dirigente e del nostro paese. Per quel che ci riguarda, la gravità di questo marchio è la poca attenzione in un momento storico in cui il design sta assumendo un ruolo sempre più importante e più incisivo. Sembra che in Italia non si riesca a prendere correttamente consapevolezza di tale ruolo.
Certo che questo Partito Democratico non nasce bene e questo marchio comunica sicuramente il suo futuro incerto.
Non so cosa fare, mi dispiace. Potrei consigliare a tutti i giovani di emigrare o di iniziare a guardare al nostro lavoro con maggior serietà e impegno (e preferirei la seconda opzione).
Di pensare al design non solo come al disegno di una cosa bella ma come al progetto che nasce da un’idea. Certo è che se l’idea non c’è, che cosa possiamo progettare?
Al massimo possiamo non votare.
vedi anche:
intervista a Nicola Storto
blog.panorama.it/
Partito Democratico
www.partitodemocratico.it
commenti da SDZ
sdz.aiap.it/notizie/9719
sdz.aiap.it/notizie/9708
sdz.aiap.it/notizie/9658
altri commenti
brusmat.wordpress.com
www.cianomagentagiallonero.com
altre proposte
www.zoundsdesign.com
Davide Rocchesso
25 November 2007 at 17:32 · Filed under Parliamo di...
This workshop, as part of the Internet of Things 2008 Conference in Zurich, will focus on the use of physical computing toolkits to sketch human interaction with digital devices. It will consist of presentations as well as more casual roundtable discussions and the opportunity to try out new technologies.
Davide Homitsu Riboli
15 November 2007 at 21:19 · Filed under Uncategorized
[youtube VKq9uAj8NJU]
Pubblichiamo con gran piacere il video di Leandro Lisboa studente del I anno del clasVEM che ha recentemente vinto l’ultima edizione del festival Videopolis di Padova nella sezione: “Le città e i linguaggi” e il Premio “Videopolis Veneto Studio System”.
Laureato in Scienze delle Comunicazione all’Università Catolica di Minas Gerais, Leandro ha lavorato come direttore artistico della TV universitaria realizzando vignette e ADs. Dopo la laurea ha creato con due amici uno studio di design (estudio sabotage) – cui poi si è aggiunto un illustratore – per esplorare e sperimentare l’interazione fra diversi tipi di linguaggio (video, foto, grafica e web).
In seguito si è trasferito a Sao Paulo dove ha vissuto e lavorato per 3 anni, lavorando in agenzie di produzione di film pubblicitari come assistente alla regia.
«L’ idea del video è nata dopo che ho letto il libro “Spazio Critico” di Paul Virilio in cui l’autore tratta della deconfigurazione della città nella post-modernità. Tutte le immagine riguardano la città dove sono nato, Belo Horizonte, la quale ha perso completamente il suo carattere di città pianificata, forma come è stata concepita. Inoltre è incluso il concetto di flaneur, una figura onnipresente e allo stesso tempo assorbita dalle dinamiche delle città.»
Andrea Collet
15 November 2007 at 15:38 · Filed under Workshop

Magazzini Ligabue, 14 novembre 2007, laboratorio serigrafico. Arrivati al terzo incontro del mercoledì, i partecipanti finalmente possono metter mano a racla e colori e dare fisicità al loro estro. Ecco, dunque, una galleria di work-in-progress, lavori intermedi, perlopiù degli esperimenti: dalle serigrafie su tessuto alla gommapiuma, dalla matrice ricavata da un disegno a mano agli interessanti studi di spessore delle linee. Essenziali i consigli dell’assistente di laboratorio, Matteo Torcinovich, che come un’anguilla si districa tra gli imprevisti e le richieste d’aiuto degli studenti. Persistenti nell’aria la curiosità e la volontà di ricercare e provare nuove strade.
Galleria fotografica
Maddalena Dalla Mura
14 November 2007 at 16:44 · Filed under Uncategorized

Non possiamo che rimbalzare, con un poco di sconforto la notizia che troviamo in questi giorni in rete (si veda colourlovers.com, fontblog, adverblog): pare infatti che T-Mobile – compagnia telefonica tedesca – abbia intrapreso azioni legali contro alcune aziende olandesi che hanno utilizzato il colore magenta nella loro comunicazione sostenendo di avere registrato tale colore per il settore delle telecomunicazioni.
Noi l’abbiamo appreso da lsgraphic che rimanda anche ad alcune iniziative di “protesta” come
- www.freemagenta.nl
- flickr.com/groups/reclaim_magenta/
Nell’era della condivisione, insomma, parrebbe che – leggi permettendo – si finirà con il dover chiedere permesso proprio per quel che fino a ieri era “di tutti”, e ancora lo è nella nostra testa.
Maddalena Dalla Mura
13 November 2007 at 18:50 · Filed under Web design
Girellando in rete abbiam trovato questo rap per (not very) original designers…
Maddalena Dalla Mura
12 November 2007 at 18:07 · Filed under Uncategorized

Un’interessante panoramica di lavori grafico-tipografici di studenti francesi è stata presentata nel numero 149 (ottobre 2007) di étapes; una selezione aggiuntiva rispetto al numero della rivista pubblicato a stampa è visibile online. Si consiglia uno sguardo almeno.
Giorgio Camuffo
12 November 2007 at 17:43 · Filed under Uncategorized

Segnaliamo con piacere la pubblicazione dei risultati del Laboratorio di fotografia 2006/07 di Miro Zagnoli: una ricca raccolta di immagini realizzate dagli studenti.
Informazioni e preview in lulu
Giorgio Camuffo
1 November 2007 at 18:18 · Filed under Uncategorized

Piuttosto che giallo il post di Marco mi ha fatto verde.
Ma ci sono, sono qui. Aspettavo questa sveglia… ma se nessuno ti chiama, finisce che resti a letto ancora 5 minuti.
Eccomi. Che cosa faremo? Quali sono i miei programmi per il prossimo anno?
Ogni volta che inizia un nuovo anno si è sempre pieni di buoni propositi.
Mi ricordo che quando ero studente, all’inizio di ogni nuovo anno, giuravo a me stesso che avrei fatto delle cose che poi puntualmente non mantenevo.
Crescendo, naturalmente, ho smesso di propormi troppi e troppo diversi obiettivi che so in partenza non potrò condurre a termine, cercando invece di seguire una visione più complessiva. E soprattutto cercando, all’interno di questa, di darmi sì un programma ma pure apprezzando quel che viene, giorno per giorno.
Chi mi conosce sa che mi piace quando mi arrivano all’improvviso nuovi progetti, inattesi come una sfida…
Perché dico tutto questo? Perché mi piacerebbe dire a tutti gli studenti “faremo questo, farò quello”, fin nel dettaglio, indicando luoghi, date e ore. Ma una scuola, un corso di laurea è qualcosa di più complesso… E non mi riferisco qui al programma degli insegnamenti, alle date degli esami, alle scadenze burocratiche che sono già – per lo più – fissati e in buona misura previsti. Mi riferisco a quel che fa di un corso di laurea una comunità viva, arricchita di stimoli. Da questo punto di vista, come direttore, oltre che come persona e professionista, preferisco andare incontro alle occasioni che si propongono o crescono giorno dopo giorno, e preferisco incontrare le persone.
Sono cresciuto molto grazie al lavoro che svolgo, e insegno principalmente per condividere la mia gioia con gli altri; vorrei fare la stessa cosa come direttore.
Sono sempre più convinto che il mio ruolo al clasVEM sia quello di favorire la crescita degli studenti.
Certo sono convinto che la scuola è fatta da tutti i docenti che danno sostanza, ma è banale eppure fondamentale ripeterci ogni giorno che anche più importanti sono gli studenti, la loro forza, i desideri, la qualità – e la tensione, come scriveva Marco – della domanda che aiuta a spingere la scuola verso una direzione.
Non mi si fraintenda: un corso di laurea non deve abdicare dal suo ruolo, deve farsi sentire come struttura; e questo è il motivo per cui gli studenti vi si rivolgono e iscrivono (e anche su questo dobbiamo continuare a lavorare). Questo non deve mancare: è la base. Ma poi ogni giorno gli studenti possono aiutarci ad aggiungere qualcosa di più: tensioni, visioni, progetti, iniziative, stimoli, forza.
È in questo senso che devo dire che non ho “programmi” e insieme che ne ho molti. Non ho un programma preciso, ma sicuramente ho idee e obiettivi che vorrei raggiungere a stretto contatto con il più alto numero possibile di studenti.
Quali sono allora i miei obiettivi?
Alcuni sono piuttosto “strutturali”: migliorare l’organizzazione; proporre un’offerta formativa sempre ricca; informare gli studenti, metterli e tenerli in contatto con i docenti (e viceversa), anche fuori dalle aule, dagli orari di lezione; cercare di accogliere e fare incontrare le esigenze ancora non pienamente soddisfatte di studenti e docenti…
E poi c’è una serie di idee e progetti per i quali – verificate anche le possibilità e le disponibilità economiche della nostra struttura – ho bisogno di sentire e trovare la diretta partecipazione degli studenti; ne cito alcuni:
mi piacerebbe fare una rivista, mi piacerebbe organizzare una mostra con i lavori degli studenti, vorrei favorire gli incontri con i professionisti esterni o personaggi interessanti, magari organizzando dei portfolio day in cui fare incontrare i ragazzi con loro; vorrei che gli studenti potessero avere occasioni periodiche per riunirsi e incontrarsi, per discutere i temi del nostro lavoro, l’attualità e le prospettive della comunicazione visiva, o per confrontarsi con me e altri docenti; vorrei accrescere le relazioni con altre scuole; vorrei portare avanti progetti come “Prof”, la conferenza sui temi della comunicazione visiva e della didattica, e come “Teach me”…
Per il prossimo futuro, due occasioni ci permetteranno di incontrarci:
- per il giorno 6 novembre alle ore 14 ai Ligabue, ho fissato un incontro con tutti quanti, per introdurre il nuovo anno accademico, per conoscere i nuovi arrivati;
- è stato pubblicato il bando per la nuova redazione di weme (che naturalmente non esclude i nostri affezionati collaboratori, e altri volontari, dal partecipare ancora); le domande di partecipazione vanno consegnate entro il 4 novembre, e pochi giorni dopo saranno comunicati i nomi dei selezionati.
Ecco, Marco. Ora mi sento più teso, spero che altri si facciano avanti, si avvicinino.