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Archive for Interaction design

Free Lab

Questo è il primo vero post che pubblico sul neonato Weme e voglio cominciarlo facendo subito i complimenti alla nuova redazione. Anche se siete partiti da poco, il “nuovo corso” si sente e si sente forte e chiaro. Continuate così!

Free Lab

È ufficialmente nato il Free-Lab [http://free-lab.org]. Il sito era stato pensato – in origine – come “deposito dispense” per alcuni studenti e collaboratori che seguono con particolare interesse il lavoro che svolgo relativo ad Ubuntu. Col tempo si è talmente arricchito che ho deciso di aprirlo a chiunque sia interessato e – contemporaneamente – di eleggerlo ad unico domicilio digitale per quanto riguarda tutti i miei corsi.

Ci occupiamo principalmente di:

  • Ubuntu;
  • Open source in generale;
  • Web authoring [design, GUI, development];
  • Sviluppo per dispositivi mobili [soprattutto Android e iPhone];
  • Interface design [strettamente collegato allo sviluppo di Ubuntu in questo campo].

Lo scopo del Free-Lab è essenzialmente didattico, ma l’accesso ai contenuti e la possibilità di inviare contributi non sono limitati ai soli studenti. Inoltre collaboriamo attivamente con diversi LUG [Linux Users Groups] e, per quanto mi riguarda, anche col Gruppo Test di Ubuntu Italia.

C’è ancora tanto da fare, ma buona parte degli archivi è già a posto. Tra i tanti materiali pubblicati, potete trovare anche la versione aggiornata dei monumentali “Appunti di Informatica Libera” ed il manuale completo di Lucid Lynx, nonché una nutrita serie di foto su “Wubuntu“, uno dei progetti realizzati per il Cladis SM la scorsa primavera, che permette di trasformare qualsiasi superficie in un touch-screen.

Abbiamo un sondaggio in corso, per valutare la possibilità di aprire un forum o una sorta di social network dedicato [come se non ce ne fossero già abbastanza...].

Venite a trovarci e dite la vostra.

P. S. [di nuovo per la redazione di Weme]

Il sito di Free-Lab è ottimizzato per la navigazione da dispositivi mobili. Provate a richiamarlo con un iPhone e se quello che vedete vi interesserebbe implementarlo anche per Weme, lasciate un commento qui oppure mandatemi una mail. Ancora complimenti a tutti: bentornato, Weme!

Electro-Library Dreams #2. Whatness of bookness (La cosità della libritudine)

Per riprendere il nostro discorso sul futuro del libro, vi riporto qui alcune parti di un articolo di Riccardo Pozzo pubblicato sull’ ultimo inserto domenicale de Il Sole 24 ore.  Si parla qui di quella che si definisce ironicamente la “whatness of bookness” ovvero la “cosità della libritudine”. Che cos’è un libro? E che cos’è un libro oggi? E come sarà il libro di domani? Un contributo sulla questione è dato dal filosofo Gino Roncaglia nel suo libro “La quarta rivoluzione: Sei lezioni sul futuro del libro”. Roncaglia traccia gli scenari possibili del libro: sarà elettronico ma seguirà tre modelli: stratificazione, piattaforma, dinamismo.

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LabStars: Coro Pisani

La seconda uscita di LabStars è dedicata al IxD Lab 2, il laboratorio di interaction design tenuto da Gillian Crampton Smith e Philip Tabor. Il laboratorio, concluso con la fine dello scorso periodo didattico, era intitolato “Signals in space”. Gli studenti sono stati invitati a scegliere un luogo di Venezia per progettarvi e prototiparvi installazioni. Per rappresentare questo laboratorio ho scelto “Coro Pisani”, il progetto degli impegnatissimi Antonio Altomare, Gianni Cardone, Daniele Muscella e Roberto Picerno. Questo progetto è nato con l’intento di coinvolgere le persone in una specie di gioco musicale, spingendo gli utenti stessi a produrre musica. Il luogo scelto da questo gruppo è il piccolo Campiello Pisani, proprio antistante il Conservatorio; l’installazione si ispira alla tradizionale pratica del coro spezzato, molto diffusa nel barocco veneziano. Dopo una lunga elaborazione, il gruppo è riuscito a creare una libreria audio di cori spezzati e, servendosi di una minuziosa programmazione in Processing, sono riusciti a fare in modo che fosse proprio l’utente, con il proprio spostamento nello spazio, a creare la melodia, scegliendo le diverse combinazioni di voci. Il tutto viene proiettato sul lastricato del campiello in una configurazione di dischi di diversi colori che seguono l’utente nei movimenti e gli propongono le diverse opzioni. Un’installazione di questo genere, che mescola la musica, le proiezioni ad un’alta interattività, viene molto apprezzata anche al di fuori di un laboratorio di interaction design: questo spiega perchè il “gruppo Pisani” sia al momento molto impegnato nella rielaborazione del progetto in modo da poterlo portare anche in luoghi diversi da quello scelto inizialmente.

Link:

Coro Pisani su Interaction Venice
Processing

“Immersive Interactive Enviroments” Vico Morcote, Lugano

Si è da poco conclusa la tornata di workshop organizzati dalla SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana) in occasione dell’imminente apertura di un master in interaction design.

I workshop svolti sono stati tre, tutti con l’intento di far conoscere ed apprezzare l’interaction design anche in Svizzera, dando un’infarinatura generale sui temi principali che caratterizzano questa specifica area del design.

Per l’occasione gli studenti ClasVEM di interaction design hanno dato il via ad una trasferta in territorio elvetico, partecipando in gruppo al terzo ed ultimo workshop “Immersive interactive enviroments” tenuto da Roberto Vitalini.

La location del corso molto suggestiva, una grande villa in un piccolissimo paese affacciato sul Lago di Lugano, ha aiutato molto la riuscita del workshop.

È stato davvero interessante poter ideare installazioni nello spazio sapendo di avere l’intera villa a nostra disposizione: abbiamo potuto scegliere lo spazio che più ci piaceva e fin da subito abbiamo iniziato a provare le installazioni con tutto il materiale e i software necessari. Decine di proiettori, casse, microfoni, luci di vario genere, telecamere e quant’altro erano lì solo per noi.

Ciò che ha reso questa esperienza piuttosto unica era la libertà di fare tutto ciò che si voleva e di farlo quando si voleva, infatti la villa era anche il luogo dove dormivamo, quindi gli orari convenzionali non esistevano ed era possibile lavorare alle istallazioni fino a notte fonda, se era era necessario.

Il risultato è stato la libera formazione di gruppi di lavoro che si sono sparsi per tutta la villa e hanno prodotto installazioni funzionanti in soli tre giorni utilizzando sia immagini in movimento che suoni, incrociando diversi software, il tutto grazie alle conoscenze e ai consigli di Vitalini e del sui assistente Paolo Solcia.

Presto dovrebbe essere pronto anche un sito-documentazione che mostrerà tutti i progetti sviluppati nel corso dei workshop.

Link:

SUPSI
Roberto Vitalini
Paolo Solcia

ClasVEM alla Festa della Creatività, Firenze

Questa grande festà comincia giovedi 15 ottobre e continua fino a domenica alla Fortezza da Basso. Gli interaction designer della clasVEM sono fieri di essere invitati a montare un installazione nella padiglione Ghaia. Con la collaborazione di H-Farm, l’incubatore new media di Roncade,  presentono Making Ideas Happen, un installazione che celebra il modo in cui le idee creative nate nell’università possano uscire nel mondo. Neolaureato Nicola Plaisant ha curato la mostra e progettato un installazione interattivo; Francesco Fraioli presenterà Thounds, il suo progetto di tesi adesso diventato azienda a Seattle; Luca de Rosso presenterà Otto, uno strumento musicale elettronico per fare beat-slicing. Silvia Boscolo, Erika Rosso e Marco Righetto hanno curato il showreel di lavori degli studenti dagli ultimi anni. Gillian Crampton Smith e Philip Tabor faranno un intervento.

Interaction Design (IxD) born again

Under the new ordinamento the Interaction Design (IxD) percorso is born again: similar to last year, but with some new official names.

It comprises: a) 4 Interaction Design ‘core’ courses; b) 3 recommended, but not obligatory, courses; c) Thesis (tesi di laurea) on an IxD topic.

The core courses are:

  • IxD Theory 1 (Teorie dell’interazione), Gillian Crampton Smith, term 1
  • IxD Lab 1 (Laboratorio di design della comunicazione 3: interazione), Gillian Crampton Smith, term 1
  • IxD Theory 2 (Tecnologie digitali), Davide Rocchesso, term 2
  • IxD Lab 2 (Laboratorio di design della comunicazione 4: interazione), Philip Tabor, term 2

To accumulate a focused design portfolio, it is often sensible to follow the same lab in 2 successive years. Those wishing to do their thesis on an IxD topic should, over their 2 years of the magistrale, have followed at least 3 IxD labs.

International experts come to Venice to offer technological workshops in the IxD labs. In 2009/10:

  • Till Nagel – Applied Sciences University, Potsdam
  • Vinay Venkatraman – CIID, Copenhagen
  • Nicholas Zambetti – IDEO, Palo Alto, California
  • Yaniv Steiner – NastyPixel, Ivrea
  • Durrell Bishop and Tom Hulbert – Luckybite, London

The IxD core courses work together to provide a cumulative and coordinated sequence of concepts, techniques and design skills. They are also conducted in English. Thus these prerequisites:

  • For IxD Theory 1 and Lab 1 – no previous computing skills
  • For IxD Lab 1 – previous or simultaneous registration on IxD Theory 1
  • For IxD Theory 2 – previous registration on IxD Lab 1 or some other programming experience
  • For IxD Lab 2 – previous registration on IxD Lab 1 and previous or simultaneous registration on IxD Theory 2
  • For IxD Theory 1–2 and Labs 1–2 – functional (but not advanced) English; written work can be in Italian or English

Recommended (but not obligatory) for IxD students:

  • Sistemi di elaborazione dell’informazione, Davide Riboli, term 1
  • Psicologia dei processi cognitivi e scienze cognitive, Paolo Legrenzi, term 2
  • Sociologia dei processi culturali e comunicativi, Carlo Grassi, term 2

First lessons:

  • IxD Theory 1 – 11.00, Tuesday 29 September, Terese, aula G
  • IxD Lab 1 – 15.00, Tuesday 29 September, Ligabue, atelier 15

For more information: www.interaction-venice.com.

Teach Me. Programma!

Ecco il programma dettagliato di Teach Me_Very Very Stupid.

Mercoledì 23 Settembre

9:30 Iscrizioni last minute.
Sarà possibile iscriversi ai workshop che hanno ancora posti liberi tramite un apposito banchetto.

10:30 Apertura di Teach Me: intervengono Giorgio Camuffo, ideatore del Festival, e Renzo di Renzo, direttore Fondazione Claudio Buziol.
Aula Conferenza, piano terra.

12:00 Workshop

13:30 Presentazione Thounds.com
Presentazione del progetto Thounds.com, nuovo social-network musicale dove gli utenti registrano le proprie ispirazioni musicali e le condividono con i propri amici. Aula Conferenze, piano terra.

14:30 Workshop

18:30 Conferenza Class 1 – Generare idee: un metodo per la creatività.
I metodi progettuali dei giovani studi creativi. Intervengono: Soda Studio, Lorenzo Vitturi, Studio Temp, Invernomuto Modera: Alessandro Mininno. Aula conferenze, piano terra.

19:30 Spritz Time!

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La Information Design Conference 2009 a Greenwich

L’information design è un argomento di crescente interesse in moltissimi campi, ed è diventato indispensabile e spesso vitale in alcuni. Naturalmente, nella maggior parte dei Paesi (compreso il nostro) è un aspetto del quotidiano totalmente sottovalutato e considerato alla stregua di un qualche cosa di superfluo e poco definito. In Italia ancora non esistono corsi di laurea in information design, a quanto pare qualcosa nascerà allo IUAV l’anno prossimo, ma boh?

Intanto, la Information Design Association da vita anche quest’anno alla Information Design Conference, il 2 e 3 Aprile 2009.
Tra gli argomenti, segnaletica e wayfinding, interaction design, information design medicale, il design degli applicativi di apprendimento online, e la storia dell’information design.

IxD Lab 2: Final presentations

All are welcome when students of clasVEM’s IxD Lab 2 (Prototipazione di artefatti interattivi) present their work in Ligabue atelier 15 from 14.30 Friday 20 March.

The project, Keep-in-Touch, investigates the design of physical objects programmed to telecommunicate with each other and change their behaviour according to this interaction. Messages will swim, grass will play music, plants will sing, boxes will talk and listen, houses will rock.

Durrell Bishop

On 16 March Durrell Bishop returns to IxD Lab 2 on 16 March to continue the Physical Computing Prototyping workshop. He studied Industrial Design at London’s Central School of Art and Design, then Product Design and Computer Related Design at the Royal College of Art (RCA). In this last degree, directed by Gillian Crampton Smith, he designed the Marble Answering Machine. This device, in which small balls represent phone messages, is generally recognized as a seminal work in what became known as ‘physical’ or ‘tangible’ computing.

Durrell is Senior Tutor in Product Design and in Interaction Design at the RCA. He mostly designs physical interfaces, interactive media, and products. He has worked for IDEO in London and Palo Alto, Apple Computers Advanced Technology Group in Cupertino, and IDEO Europe. He has been a Partner in Designers in Production (rubber calculators) and Dancing Dog (camera interfaces for computer games), a researcher in interaction design at the RCA, and a consultant at Interval Research, Palo Alto. As a Director of itch, he won the prestigious D&AD Gold Award for his interactive installations at the Science Museum’s Wellcome Wing, London.

In 2004 he started Luckybite with Tom Hulbert. For London’s Science Museum Luckybite recently made an augmented-reality ‘table’ (see picture), an interactive installation to teach children about nutrition. It has been shortlisted for International Design of the Year 2009, and is now showing at London’s Design Museum. See his interview by Bill Moggridge.

Tom Hulbert returns

Interaction designer Tom Hulbert returns 9–13 March to run IxD Lab 2’s Physical Computing Prototyping workshop.

He graduated in Product Design at the Royal College of Art, where he now teaches in the Design Interactions department. He then worked for IDEO London before founding, with Durrell Bishop, Luckybite where he designs and develops  electronic and digital products that mix hardware, software and networks. He has also been involved in research at Casio USA and at Interaction Design Institute Ivrea.

His interface design for an Olivetti printer helped IDEO win Design Week Award 2006 for best consumer product. At IDEO he also co-designed the interactive Wi-Fi drink-ordering table (illustrated here) for the Manumission club, Ibiza.

Tipografia è poesia

Cos’è la tipografia se non la trasposizione dei nostri più vibranti e intimi pensieri?

È questo che ci comunica il media designer brasiliano Jiyeon Song nella sua installazione tipografica ONE DAY POEM.
La luce attraversa le lettere forate in pannelli di legno e si proietta sul pavimento formando poesie cangianti.
Ogni ora del giorno una linea di testo si aggiunge alle altre formando una poesia.
Ogni stagione che si avvicenda vedrà il formarsi di poesie diverse.
Il design ci dimostra ancora una volta quanto si possa essere vicini ai sentimenti del mondo e comunicare con pochi mezzi e tanta tanta passione per quello che si fa.

Sul sito del progetto www.onedaypoem.com si possono visionare l’iter del progetto e le riflessioni del designer.

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