Candidare Internet a Nobel per la Pace, una proposta che può stranire. Internet merita un premio? Cos’è Internet senza gli individui che lo “abitano”? Ebbene Internet dei meriti ce li ha, assolutamente intrinseci: Internet è per sua natura un sistema aperto, basato sulla condivisione e su un modello orizzontale, dunque un sistema democratico, forse il sistema democratico per eccellenza. Accettare le dinamiche della rete vuol dire accettare e diffondere la democrazia. Per convincersene, basta guardare a quelle nazioni dove l’accesso al web è fortemente limitato. Penso in particolare a due casi: quello cinese e quello cubano. Nel primo caso il regime ha imposto delle censure tali da costringere il colosso di Mountain View, Google, a ritirarsi dalla Cina e sviluppare una sorta di backdoor per aggirare l’ostacolo. Non si può invece fare riferimento al caso cubano senza nominare Yoani Sánchez, blogger quotidianamente minacciata per il suo punto di vista onesto e disincantato sulle ceneri dell’utopia comunista.
Che ci fanno queste riflessioni sul blog del corso di laurea in “Comunicazioni visive e multimediali”? Beh, io credo che l’iniziativa “Internet for Peace” stia al (web) design e alla comunicazione come il manifesto “First Things First” (1964) sta alla grafica. Sorvolando sulle differenze evidenti entrambi mettono in luce, direttamente o indirettamente, il ruolo del progettista, il suo impatto sul mondo, il valore etico e politico del suo lavoro.
Negli ultimi anni Lancia si è impegnata in progetti sociali che promuovono importanti valori umanitari.
Anche quest’anno la comunione di intenti tra Lancia, la Fondazione Mandela e la 46664 Campaign si traduce nell’organizzazione del Mandela Day che si terrà a Madrid il 16 luglio 2010: un Concerto organizzato per celebrare il compleanno di Nelson Mandela in una giornata dedicata alla pace, alla libertà e al rispetto deidiritti umani in tutto il mondo.
Tutti i creativi possono partecipare creando un’originale versione di Lancia Delta Hard Black attraversoimmagini, disegni e frasi che rappresentino il tema della pace.
Gas compie 25 anni e per questo suo compleanno organizza un workshop-stage-evento dedicato ai creativi (ancoraaa!!): praticamente prende un redattore, un grafico, un illustratore, un fotografo e un designer, li chiude tutti in una casa per 25 giorni, e da questo frullato di competenze ne dovrebbe uscire una storia che ripercorre le tappe fondamentali della storia dell’azienda.
I creativi in questione verranno selezionati in due incontri, uno a Milano il 21 Ottobre 2009, e uno a Venezia il 23.
Tutte le informazioni sono reperibili sul sito dedicato.
Scaricate anche la locandina, e in bocca al lupo!
On Thursday 8 October the Migropolis exhibition opened at the Fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco. Many students and faculty were involved in the project, from the initial laboratorio of Wolfgang Scheppe with Valeria Burgio, through the long and careful editorial design and writing process, to the final exhibition designed and curated by Veronica Bellei, Katerina Dolejsova, Nera Kelava and Marie Letz, and the website by Miguel Cabanzo. Extraordinary tenacity brought the project to fruition. It is a triumph: the ideas are important and timely; the work puts a human face on statistics and illuminates the demagoguery surrounding immigration; the book is beautiful and communicative. We are proud to teach in a school which sets itself such challenges.
benedetta crippa
12 October 2009 at 14:56 · Filed under Web design
Questo è il post lungo e cattivo della settimana, sedetevi.
Prendo spunto da questa discussione su FrizziFrizzi per dire due robine che mi interessano. Premetto che delle magliette e degli intenti che ci stanno dietro non me ne frega una cippa e infatti nemmeno metto il link, ma una immagine aiuta a capire di cosa stiamo parlando.
Stiamo parlando di una frase, questa: “Io sono un Creativo. Tu no.” (notare la C maiuscola) stampata su una t-shirt. Che a dispetto dell’innocenza (?) che alcuni ci vogliono vendere, è una cosa molto interessante. Andiamo oltre questa frase, dritti al nocciolo: qui stiamo parlando della creatività e di quanto sia cool, lei, e automaticamente tutti coloro che se ne occupano. E gli altri, naturalmente, no.
La creatività è una figata, di per sé. Non la definirei cool ma come una delle cose più entusiasmanti al mondo, sicuramente, quindi quando viene tirata in causa a sproposito mi vien da puntualizzare.
Il fatto è che la creatività non sta nelle t-shirt e ancor meno nel darsi pacche mentali sulle spalle.
Intanto, un creativo incoraggia la diffusione della creatività, per tutti, e non si bea di porre una linea di demarcazione. Non si bea di un fantomatico monopolio della creatività da parte di chi, con quella, ci lavora (o presume di lavorarci), e che finisce spesso per diventare parte di una categoria autoreferenziale, pigra ed ego-centrica (il trattino non è casuale), che è l’esatto opposto della creatività stessa.
E’ una cosa che va oltre noi stessi e non è appannaggio di coloro che devono farci i conti per professione: la creatività è parte integrante dell’essere umano, lo caratterizza, in modi ed espressioni differenti. Il bambino che in una forchetta vede un omino, è un creativo; l’imprenditore che sperimenta quell’idea rischiosa che gli è venuta in mente ieri sera, è un creativo; e anche il designer a cui viene quell’idea, deve sapere che quell’idea è arrivata grazie a miliardi di stimoli dati da altri, presi Dio Sa Dove e Dio Sa Quando.
Lo diciamo una volta per tutte: la lampadina che si accende nel cervello non esiste, e tantomeno è riservata a chi si iscrive alla facoltà di design o sa stampare magliette.
Fortunatamente non abbiamo ancora visto nascere un Ordine dei Creativi e, se mai verrà istituito un Ordine dei Designer, ci auguriamo che sia a tutela di una professione (eh, diciamolo, adesso siamo un po’ lasciati alla speraindio) e non di una élite, non votato alla creazione di una casta. E a che pro?
A cosa è legata la creatività? Che cosa ci definisce creativi? Studiare design al politecnico di Milano? Vestire cool con le t-shirt comprate su threadless, la faccia giusta e gli occhiali neri?
Quando, tra vent’anni, i designer esisteranno ancora ma gli occhiali profilati di nero saranno passati di moda, e threadless probabilmente anche, a che cosa associeremo la creatività? Allora ci servirà un ennesimo spauracchio, anche se sarebbe bello che, per allora, si fosse giunti ad una consapevolezza che ci eviti l’uso di questi mezzucci.
Qualcuno se ne è venuto fuori con le solite cose: ma si sta a scherza’, ma c’è la fame nel mondo, l’importante è che se ne parli ecc.
Certamente. Anche io mi auguro di essere davanti a un bicchiere di vino stasera e non penserò a due magliette pidocchiose: si tratta solo di un pretesto, appunto, per parlare, per dibattere sul vuoto siderale che caratterizza il design italiano, e serve anche a far sapere che c’è del movimento. Vogliamo far sapere a chi produce cazzate che queste non passeranno inosservate. E ci piace così, ci piace litigare, aprire un dibattito su quello in cui crediamo, perché più si conosce più si parla, più si parla più si migliora, nessuno escluso.
La sfida più grande, in questo marasma di gente “creativa” che ci vorrebbe tutti uguali, nel vestire così come nei pensieri, è rimanere liberi, è avere qualcosa da dire che non andrebbe bene per essere scritto su una t-shirt. O almeno, questo è quello che ho capito fino a adesso. Rick Poynor ci insegna: “To engage a political debate you need to hold, and be prepared to confront, firm principles, and this simply isn’t cool.”
Tra Teach Me a Venezia, Freshout a Prato (scusate se lo scrivo male ma cavolo), Design Per a Napoli e questo, a momenti non si capisce più niente. Il Festival della creatività di Firenze si allarga e, dopo i 400.000 visitatori dell’anno scorso, penso possa gioire abbastanza. Anche per questa quarta edizione, dedicata alla città del futuro, il programma sembra ricco di eventi, con quattro giorni (e quanti 4!) pieni zeppi di incontri, workshop, conferenze e performance live con artisti internazionali.
Mi viene un mezzo attacco di epilessia a guardare il sito, quindi lascio a voi e al folto apparato mediatico che il Festival porta con sè. A quanto ne so sta dando il proprio contributo al Festival anche un laboratorio ClasVEM ma non ho ancora capito, sarò felice se qualche studente vorrà darci delucidazioni.
Se qualcuno di voi si reca da quelle parti, fateci sapere com’è andata! :-)
Tipico di lei, Miranda July – che abbiamo avuto l’onore di conoscere grazie a Teach Me 2008 – realizza per Vice Magazine – connesso invece a Marco Klefisch, ospite a Teach Me 2009 – degli scatti in cui riproduce pose riprese dai classici cinematografici.
Si è conclusa ieri con un grande tour dei lavori la sesta edizione di Teach Me 6, che ormai conosciamo.
Teach Me, svoltosi nell’arco di 3 giorni, ha ospitato 3 conferenze e 12 workshop a cui hanno partecipato più di 200 iscritti, il tutto completamente gratuito e con alle spalle uno staff di circa 30 volontari, studenti che hanno prestato la loro opera gratuitamente per costruire il Festival.
In questi giorni ho visto materializzarsi, come ogni anno succede a Teach Me, quella idea di università forse un po’ retrò e romantica in cui mi ostino a credere, una realtà cioè che parte prima di tutto dai propri studenti, che lavorando insieme creano e costruiscono attivamente il proprio mondo.
Invitandovi a consultare l’archivio di video, immagini e interviste realizzato in questi giorni (trovate tutti i link sul sito), ringraziamo tutti gli ospiti per la bella atmosfera che hanno saputo creare e naturalmente tutti i partecipanti.
Colgo anche l’occasione per ringraziare Alessandro Mininno, organizzatore dell’edizione di quest’anno, e Giorgio Camuffo, ideatore del Festival, senza il quale queste esperienze non sarebbero state possibili – e penso che siamo tutti un po’ d’accordo nel dire che il ClasVEM, con i cambi di ruoli di questi giorni, probabilmente non sarà più lo stesso.
Ringraziamo inoltre tutti i blog, gran parte dei quali amici, che ci hanno supportato in questi giorni.
Teach Me naturalmente, in quanto evento IUAV dedicato agli studenti, è felice di ospitare tra i propri eventi presentazioni di progetti, iniziative e quant’altro, come è avvenuto negli anni passati.
Questa volta è il turno di Francesco Fraioli, ex-studente delle fila di Gillian Crampton Smith e Philip Tabor: all’interno di uno dei laboratori di interaction design nasce infatti Thounds.com, progetto di social network dedicato alla musica e a chi la crea.
Domani, alle 13.30 nell’ambito di Teach Me, Francesco terrà una breve conferenza di presentazione di Thounds. Nel frattempo, potete leggere la breve intervista a cura di Piera Girardi che abbiamo pubblicato sul blog di teachme.it.
– Thounds.com
Conferenza di presentazione
nall’ambito di Teach Me 6, Very Very Stupid 23 settembre 2009, ore 13.30
Magazzini Ligabue, San Basilio, Venezia
Come sappiamo, per il ClasVEM e per lo IUAV tutto è un momento di grande difficoltà: si riorganizzano i corsi, se ne eliminano altri, e la gran parte dei docenti che avevamo potuto apprezzare per la loro diversità di approccio non passeranno più per le nostre aule (sto parlando di Daniel Eatock, Wolfgang Scheppe, gli Abake, Michel De Boer).
Ieri finalmente, dopo settimane di attesa, è stato pubblicato il nuovo piano di studi, che io ho la fortuna di poter semi-ignorare: tutti i nuovi studenti non hanno questa stessa fortuna e dovranno fare i conti con un sistema nuovo e, per certi versi, molto incerto.
Silvio Lorusso, studente ClasVEM, mi invia le sue riflessioni sul nuovo piano di studi, che pubblico volentieri. Sarebbe bello che anche altri di noi intervenissero nella discussione, per confrontarci e parlare del ClasVEM del futuro.
–
Oggi aprendo il mio account di posta, trovo la tanto agognata mail nella quale è accluso il nuovo piano di studi per gli studenti del Clasvem.
Flashback, rewind ai primi di Luglio: durante un incotro con gli studenti, l’esecutivo prometteva che il piano di studi sarebbe stato pronto per la fine di luglio come data ultima.
Torniamo al 21 settembre, mi ritrovo ad analizzare una tabella comparativa che mi permetterà di pianificare il mio percorso per l’anno 2009/2010. Primo controllo: numero di corsi presenti, 33 contro i 42 dell’anno trascorso. Ok, 9 corsi in meno, ma quali? Read the rest of this entry »
L’ARPAV – Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto – indice un concorso sul tema del consumo responsabile e sostenibile, da comunicare attraverso un video, dedicato principalmente ai giovani attualmente residenti/studenti/domiciliati nel Veneto.
Cito: “Il concorso è indirizzato ai giovani di età inferiore ai 27 anni e si articola in due sezioni:
- Studenti di età non inferiore a 18 anni degli istituti scolastici statali e paritari di secondo grado con sede nel territorio del Veneto.
- Giovani fino a 27 anni residenti in Veneto o iscritti alle Università del Veneto.”
Tre i premi per i primi classificati, a scalare: 3000, 2000 e 1000 euro.
Tutte le informazioni sono reperibili sul sito di ARPAV.
Deadline: 11 gennaio 2010.